tutte le info sulla pagina dedicata https://scienze.uniroma2.it/2023/sezione-dedicata-ai-docenti/
Bando Erasmus+ per la mobilità docenti (KA131) Call 2025
- Disponibile al seguente link: Staff mobility

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BANDO DI CONCORSO PER L’ASSEGNAZIONE DI N. 8 BORSE DI STUDIO A FAVORE DI STUDENTI ESTUDENTESSE CHE NELL’ANNO ACCADEMICO 2025/2026 RISULTINO IMMATRICOLATI AL PRIMO ANNO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INFORMATICA (LM-18) PRESSO L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA
Termine di presentazione delle candidature: 31 gennaio 2026

Fondazione Airc sostiene la ricerca oncologica d’eccellenza di Roma Tor Vergata
Diversi e prestigiosi sono i progetti di ricerca dell’università di Roma Tor Vergata sulla lotta contro il cancro che la Fondazione Airc ha deciso di sostenere. Sommati, si arriva a circa 2 milioni e 155 mila euro di fondi che hanno premiato l’impegno di docenti e ricercatori di ateneo. Il dato emerge in concomitanza con l’approssimarsi della giornata evento del 24 gennaio 2026 in cui è prevista la campagna della Fondazione “Le Arance della Salute” per la lotta ai tumori e la sensibilizzazione alla prevenzione.
Airc, la Fondazione
a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo



NOTA BENE: Gli studenti in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, che abbiano sostenuto il test di valutazione (salvo casi di esonero), potranno procedere direttamente con l’immatricolazione nei periodi indicati nei rispettivi avvisi, anche se non hanno effettuato la procedura di pre-immatricolazione.
La procedura di immatricolazione è disponibile al link:
http://utov.it/immatricolazioni
CORSI DI LAUREA A CICLO UNICO

Il MUCIV-Museo delle Civiltà (ex Museo Pigorini) di Roma si rinnova e accresce le proprie collezioni inaugurando una nuova area espositiva: LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari.
Al centro del progetto sono gli straordinari reperti provenienti da Grotta Guattari – sito preistorico di fama internazionale situato a San Felice Circeo (Latina) – trasferiti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina e scavati esclusivamente dagli archeologi dell’Università di Roma Tor Vergata.
Gli ultimi ritrovamenti – che contribuiscono ad aggiornare le nostra conoscenze sui Neanderthal e sul territorio da essi abitato – si riuniscono ai reperti già precedentemente esposti, e proprio la loro riunificazione e musealizzazione permanente rende il MUCIV-Museo delle Civiltà l’epicentro non solo della loro conservazione e condivisione con il pubblico, ma anche delle ricerche ancora in corso su questo eccezionale patrimonio del nostro passato, configurando l’intero progetto come quello di un vero e proprio LABORATORIO NEANDERTHAL.
Il progetto è il risultato di un’ampia e articolata collaborazione inter-istituzionale e inter-disciplinare che ha coinvolto, accanto al MUCIV, il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale, la Direzione Generale Musei, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, la Sapienza Università di Roma, l’Università degli Studi di Firenze e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. L’esposizione inaugura, inoltre, il programma di eventi che, nel 2026, il MUCIV-Museo delle Civiltà dedicherà ai 150 anni dall’apertura, nel 1876, del Regio Museo Preistorico Etnografico da parte dell’archeologo Luigi Pigorini.
“Le nuove campagne di scavo avviate nel 2019 a Grotta Guattari, promossi dalla Soprintendenza, hanno segnato una svolta fondamentale, permettendo di individuare altri 15 resti umani tra elementi del cranio, del post-cranio e denti isolati” – Mario Federico Rolfo, archeologo dell’università di Roma Tor Vergata, afferente al dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società e protagonista dello scavo con il team di archeologi dell’Ateneo, spiega la storia dello scavo e dei reperti ritrovati. “Si tratta del campione di Neanderthal più consistente mai rinvenuto in un singolo sito nel territorio italiano, un archivio biologico straordinario che si ricongiunge oggi ai ritrovamenti storici del 1939. Oltre ai resti umani, le indagini condotte dal nostro team dell’Università di Roma Tor Vergata hanno riportato alla luce industrie litiche e una ricca fauna — dai grandi mammiferi come elefanti e rinoceronti fino alle iene — che ci consentono di ricostruire con precisione inedita la co-evoluzione tra specie e ambiente”. “Questo progetto – conclude Rolfo -, configurandosi come un vero e proprio ‘Laboratorio Neanderthal’, trasforma finalmente la ricerca scientifica in corso in un’esperienza di conoscenza condivisa e accessibile a tutti. Per Roma, principalmente devo dire la verità, qui nel Museo delle Civiltà abbiamo dato una nuova linfa vitale e rimesso al centro l’importanza di questo museo: è la casa di tutti noi archeologi preistorici perché è dedicato al fondatore della preistoria”.
La nuova Sala Guattari presenta un inedito allestimento multimediale – progettato da Studio Azzurro sotto la direzione artistica di Leonardo Sangiorgi e Giuseppe Carmosino, e a cura di Maria Grazia Filetici e Andrea Viliani – i cui contenuti scientifici sono stati redatti con la supervisione di un Comitato Tecnico-Scientifico formato da Luigi La Rocca (Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale), Massimo Osanna (Direttore Generale Musei), Alessandro Betori e Antonio Borrani (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina), Andrea Viliani, Francesca Alhaique, Francesca Candilio e Alessandra Sperduti (MUCIV-Museo delle Civiltà), Stefano Benazzi (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), David Caramelli (Università degli Studi di Firenze), Giorgio Manzi e Alessia Nava (Sapienza Università di Roma), Mario Federico Rolfo (Università degli Studi di Roma Tor Vergata).
Le ricerche presso Grotta Guattari iniziate l’11 ottobre 2019 si sono svolte in più fasi fino all’ottobre 2023. Lo scavo è stato organizzato e diretto dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina (direttore dottor Francesco Di Mario) con la consulenza scientifica del professor Mario Federico Rolfo dell’Università di Roma Tor Vergata.
Lo scavo, durato complessivamente 380 giorni, è stato eseguito da un’équipe di archeologi esclusivamente dell’Università di Roma Tor Vergata (Angelica Ferracci, Maurizio Gatta e Damiano Portarena) coordinata del professor Rolfo: l’ultima campagna del 2023 ha visto la partecipazione anche dei laureandi della Cattedra di Archeologia Preistorica dell’Università di Roma Tor Vergata.
Le ricerche hanno indagato aree della Grotta mai studiate fino ad oggi, in special modo l’antro detto del “Laghetto”. In quest’area gli archeologi di Roma Tor Vergata hanno indagato oltre 4 metri quadrati per una profondità di quasi un metro, dove sono stati rinvenuti 17 resti di uomo di Neanderthal e 9400 frammenti di ossa di animali, prede della iena delle caverne datati a 65 mila anni da oggi.
Gli scavi sono stati estesi anche all’esterno della grotta, dove sono stati individuati livelli di frequentazione dell’uomo di Neanderthal databili a circa 112 mila anni fa, per un’estensione di oltre 5 metri quadrati. Il deposito indagato in uno spessore di oltre 1 metro, ha restituito 2 denti umani, circa 3500 reperti molti dei quali combusti, centinaia di strumenti litici creati dall’uomo di Neanderthal e le tracce di un focolare.
L’eccezionale scoperta di 19 nuovi reperti di uomo di Neanderthal, che porta a 22 il totale di ossa umane rinvenute nel sito, e lo scavo di un deposito archeologico che si sviluppa per oltre 125 mila anni, permetterà ad un’équipe multidisciplinare di ricercatori delle Università di Roma Tor Vergata, La Sapienza, Bologna e Firenze di ricostruire la storia, il clima e la morfologia del territorio del Lazio costiero in un periodo fondamentale della preistoria umana.
A cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo
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Il giorno 22/01/2026 dalle ore 16:00 alle ore 17:00 partecipa al Kick-off online del progetto NERD? (Non È Roba per Donne?) per scoprire di più sul programma, gli obiettivi e le attività della nuova edizione 2025. Il link del collegamento è il seguente:http://ibm.biz/Day0_Nerd2026

Il Progetto NERD?, nato da una collaborazione tra IBM e il Dipartimento di Informatica dell’Università La Sapienza di Roma nel 2013, ad oggi conta la partecipazione di migliaia di studentesse provenienti da tutta Italia, e il coinvolgimento delle Università di 25 città italiane e di oltre 100 volontarie IBM.
L’obiettivo del Progetto NERD? è quello di far avvicinare al mondo dell’informatica, e più in generale alle materie scientifiche, le ragazze delle scuole superiori italiane; vorremmo mostrare loro che l’informatica e le materie STEM sono anche “roba per donne”.
Il progetto sarà articolato in Incontri di presentazione e formazione online, seguiti dalla creazione del progetto da parte delle ragazze (che possono partecipare singolarmente o in team) per un totale di 50 ore (10 ore per la frequenza degli eventi + 40 per la consegna del progetto).
Il Progetto NERD? si struttura in quattro incontri:
– Una plenaria, il 19 febbraio 2026 – online (dalle 15:00 alle 17:00, con registrazione presenze alle 14:30, accedendo al link: ibm.biz/Nerd_Lazio);
– Laboratorio 1, il 6 marzo 2026 – online (dalle 15:00 alle 17:00, con registrazione presenze alle 14:30, accedendo al link: ibm.biz/Nerd_Lab1);
– Laboratorio 2, il 13 marzo 2026 – online (dalle 15:00 alle 17:00, con registrazione presenze alle 14:30, accedendo al link: ibm.biz/Nerd_Lab2);
– Consegna dei progetti da parte delle studentesse, il 13 aprile 2026 – online;
– Una giornata di premiazione dei progetti migliori, data in via di definizione.
Per conoscere i dettagli del Percorso FSL “Progetto NERD? (Non È Roba per Donne?)” si rimanda alla scheda descrittiva completa disponibile nella Piattaforma FSL di Ateneo: 2025Amm592
Per candidarsi è necessaria l’iscrizione della scuola sulla Piattaforma FSL dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e del referente scolastico di riferimento individuato per il Percorso FSL in argomento. La candidatura potrà essere inviata dal referente scolastico selezionando il “Progetto NERD? (Non È Roba per Donne?)”- codice n. 2025Amm592 all’interno del Catalogo dei Progetti FSL offerti dall’Ateneo nell’a.a. 2025-2026.
Scarica la locandina della plenaria.
Per eventuali chiarimenti scrivere a: scuola-lavoro@orientamento.uniroma2.it.

scadenza 27.11.2025 32 Tirocini presso il Quirinale Tenuta di Castel Porziano
Il bando è gestito dalla CRUI e è visibile nella pagina dedicata al link
Abbiamo anche pubblicato una news sul sito placement: https://placement.uniroma2.it/category/news/


Grazie alla cattedra di Endocrinologia e malattie del metabolismo della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata, si illumina il palazzo del Rettorato dell’Ateneo da oggi 10 novembre e fino al 18 novembre per sensibilizzare e prevenire la patologia diabetica.
Il 14 novembre ricorre la Giornata Mondiale del Diabete, istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). È stata scelta questa data poiché è il giorno in cui è nato Frederick Banting, che, insieme al suo allievo Charles Best, scoprì l’insulina, cambiando la storia di questa patologia. Il diabete mellito è stato la prima pandemia riconosciuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) senza un agente trasmissibile.
In questa importante data, l’Università di Roma Tor Vergata si unisce alla campagna globale di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza e coscienza della patologia diabetica e far comprendere l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. La facciata del Rettorato è illuminata con il logo ufficiale della Giornata Mondiale del Diabete, un cerchio blu, gesto simbolico organizzato da Davide Lauro, ordinario di Endocrinologia presso l’Università di Roma Tor Vergata, insieme a Marco Re, ingegnere, professore di Elettronica digitale e delegato e delegato del rettore alla pianificazione e gestione delle attività del Centro Multimediale di Ateneo e a Aikaterini Andreadi, giovane ricercatrice di Endocrinologia.
“L’illuminazione del Rettorato – spiega il prof. Lauro – rappresenta simbolicamente l’impegno della nostra Università, non solo nella ricerca, nella diagnosi e nella cura, ma anche nella promozione di una consapevolezza sociale presso la popolazione, fondamentale per attuare quelle strategie d’intervento e di prevenzione che possano avere un impatto reale sulla diffusione dell’epidemia”. “Sensibilizzare i giovani e la comunità – conclude il docente – è fondamentale, perché molte persone non sanno di essere a rischio per la patologia diabetica, e molte altre hanno questa malattia senza avere la diagnosi. La conoscenza è il primo passo verso la prevenzione”.
Con questa iniziativa, l’Università di Roma Tor Vergata si impegna a contribuire attivamente alla diffusione di informazioni essenziali per una corretta prevenzione e gestione della patologia diabetica, coinvolgendo la società in un percorso di maggiore consapevolezza. Dal 10 al 18 novembre, tutta la comunità accademica, con i docenti, gli studenti, il personale tecnico-amministrativo bibliotecario e i cittadini, può vedere l’illuminazione con il simbolo della Giornata Mondiale del Diabete al Rettorato dell’Ateneo.

Una collaborazione tra ricercatori delle Università di Roma Tor Vergata e Sapienza ha portato allo sviluppo di una nuova e promettente tecnologia che combina la nanotecnologia del DNA con la precisione degli anticorpi, le molecole naturali che riconoscono specifici bersagli. Lo studio è pubblicato sul Journal of the American Chemical Society (JACS)

Alla base di questa tecnologia ci sono strutture chiamate nanostelle di DNA, molecole di DNA sintetico progettate in laboratorio con quattro bracci. Tre terminano con sequenze adesive che permettono alle nanostelle di riconoscersi e agganciarsi tra loro in modo controllato. Il quarto braccio è invece modificato con un antigene, cioè una porzione molecolare riconosciuta in modo specifico da un anticorpo.
Quando è presente l’anticorpo corretto, questo si lega agli antigeni di nanostelle diverse e funziona come un ponte molecolare, collegandole tra loro e facendo nascere i micro-compartimenti sferici. È proprio la presenza dell’anticorpo a “decidere” quando questi compartimenti si formano, si dissolvono o si riformano: per questo il sistema è programmabile. Variando tipo e quantità di anticorpo, i ricercatori possono controllare in modo preciso il comportamento del sistema.
La parte innovativa di questo lavoro consiste nel dimostrare che DNA e anticorpi possono essere usati insieme come elementi costruttivi per creare micro-strutture dinamiche che riproducono artificialmente una logica tipica dei sistemi biologici: formare ambienti interni altamente regolati in risposta a un segnale specifico. Questo meccanismo è alla base dell’organizzazione cellulare naturale e rappresenta uno dei tratti più complessi da imitare in laboratorio.
“Questa scoperta apre porte a possibilità entusiasmanti. La capacità dei micro-compartimenti di formarsi in risposta a molecole specifiche, per esempio, potrebbe essere utilizzata per rilevare marcatori biologici, permettendo nuovi strumenti diagnostici,” afferma Erica Del Grosso, ricercatrice principale del progetto e professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze e tecnologie chimiche dell’Università di Roma Tor Vergata”.
“I nostri micro-compartimenti ibridi anticorpo-DNA sono come un ponte tra biologia e tecnologia,” conferma Francesco Ricci, ricercatore principale del progetto e professore ordinario presso lo stesso Dipartimento, “Non sono solo stabili e precisi, ma programmabili, fornendo un modo per creare strutture artificiali simili a cellule e sostenere a ricerca di nuovi biomateriali.”
“Unire DNA e anticorpi è come costruire un ponte tra due mondi: scoprire come queste molecole interagiscono e collaborano apre nuove prospettive e rende la ricerca che faccio sempre più stimolante”. Aggiunge Sara Scalia, primo autore dell’articolo e dottoranda presso il gruppo guidato dal Prof. Francesco Ricci.
“Dal punto di vista teorico siamo riusciti a sviluppare un modello che ha permesso di spiegare l’origine dei micro-compartimenti e di prevederne il comportamento” conclude Lorenzo Rovigatti, professore di fisica della materia teorica presso la Sapienza Università di Roma, “un passo importante verso lo sviluppo di applicazioni in ambito biomedico e della scienza dei materiali.”
Il progetto è stato sostenuto dal Consiglio europeo per la ricerca (ERC), dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC), dal Ministero dell’Università e della ricerca (MUR) e da NextGenerationEU – Missione 4, Componente 2.
